mail:baglierimaria@aol.com

cell.3384292776

ed2dd7bd-1b3b-4ae7-8e50-789eac1d10f1

francescobaglieri.it

739d4cbd-c930-4455-b91c-4db0daeabe4d

Casetta marina anno 1965 olio su tela  cm 70x50

Francesco Baglieri

La vita, le opere

Francesco Baglieri nacque a Modica l'1 febbraio 1912 in seno a una famiglia borghese, che lo avviò agli studi superiori presso Il locale Istituto Tecnico Commerciale "Archimede", dove consegui il diploma di ragioniere. Fu funzionario della Banca d'Italia, filiale di Ragusa, dove si distinse per la sua preparazione professionale e culturale, per il suo senso del dovere, per la cordialità con i colleghi e coi clienti. Alto, snello, profondamente timido e riservato, fin dalla giovinezza aveva avvertito dentro sé un forte desiderio di dipingere. Successivamente questo sogno si trasformò in bisogno e lo indusse a scoprire tutto il fascino della natura e del paesaggio. Egli trovo l'ispirazione originaria nella sua terra, non stancandosi mai di arrivare a una comprensione viva di quanto lo circondava, di trasformare il profumo dei campi, la struttura delle rocce e delle scogliere in armonie di forme e di colore. In questa Arcadia puramente vegetale, bucolica, da cui è esclusa ogni presenza umana, un microcosmo costituito da terra e acqua che si fondono, fra macchie di sole venate di malinconia, nella visione di una felicità pacificata, sebbene fugace, Baglieri riusci a trasferire sulla tela quanto i suoi occhi carpivano intorno, creando immagini vibranti di intensità e di luce. Come ricorda il ceramista Giuseppe Criscione, in giovinezza suo allievo e compagno di escursioni, quando Baglieri si trovava davanti a un paesaggio stimolante si fermava, studiava la luce, distanze e dimensioni, metteva a terra la cassetta dei colori, si sedeva su un sasso, poggiava la tela sulle gambe e, con abilità e destrezza, iniziava il suo lavoro. A volte, al posto del pennello, utilizzava la spatola alla maniera impressionista. Lo interessava cogliere la giusta atmosfera, e si sforzava di riprodurla giustapponendo tocchi di colore molto intenso. La luce, poi, acquista nelle sue opere vivacità di movimento, rende sensibile il dinamismo universale dello spazio. E tuttavia, di là dalla resa visiva del luoghi, ciò che commuove nei suoi quadri sono spunti, accenti di dolcezza scaturiti come frecce dalla pienezza di un cuore dolce e inquieto. Non c'è infatti suo dipinto in cui l'oggettività non sia impregnata di emozionalità, di un io che si fa natura, si fa opera. Nulla di strano, perciò, che il colore prevalga sul disegno. Anche la profondità non è resa con la prospettiva tradizionale, ma suggerita dalle macchie di diverso colore che trasportano lo sguardo all'interno del dipinto consentendo di cogliere la più intima realtà della natura. Non dunque semplici vedute, ma paesaggi dell'anima; quasi la prova provata della capacità di Baglieri di fondere libertà, bellezza e amore in un canto corale. Se Modica fu terra materna, nido e rifugio, Ragusa fu il luogo fatale della giovinezza durante la quale l'artista annodò il suo destino a quello di altri artisti quali Salvatore Fiume, Salvatore Ferma, Antonio Canni, Rocco Cafiso, Peppino Cascone, Corrado Bertini. Baglieri partecipò a svariate rassegne, ottenendo premi e successi di critica. Nel 1948 fu presente a Comiso in un'esposizione provinciale. Da allora le sue mostre si moltiplicarono in Italia e in Francia. Nel 1950 fu presente a Cremona per il "Premio Nazionale di Pittura e Arti figurative". Nel 1955 espose alla "Mostra Provinciale di Pittura" a Ragusa. Nel 1958 tenne la sua prima personale alla Galleria del Solco. Nel 1960 espose alla "Terza Rassegna Nazionale di Arti Figurative" presso il Palazzo delle Finanze in Roma. Nel 1962 partecipò alla "Mostra Provinciale di Pittura" a Ragusa. Lo stesso anno fu ospite a Parigi al "Salon de Peinture" con opere dedicate alla campagna siciliana. La semplicità dei paesaggi, unita alla perizia tecnica, resero i dipinti ben accetti alla giuria e al pubblico parigino, i quali li giudicarono des plus remarquées» tra tutte le opere esposte. Nel 1955 e nel 1966 partecipò alla "Mostra di Pittura Figurativa" organizzata a Ragusa dal Lions Club, ottenendo la medaglia d'oro. Dal 4 al 13 aprile 1967 allesti una personale nella Sala "La Marguttina" presso la Galleria d'Arte San Marco di Roma, esponendo circa quaranta opere. Il 3 ottobre 1971 presso il Salone della Camera di Commercio di Ragusa gli vennero conferite le insegne di Accademico. Francesco Baglieri si spense prematuramente, a soli sessantotto anni, l'11 settembre 1980 nella sua Modica, dove era andato ad abitare dopo il suo pensionamento.

 

Anna Malandrino

87809210-77bc-47c6-b900-020cecd90d15.jpeg
3474f38f-6da3-4e1a-9b33-1d9f35fae2f6

mail:baglierimaria@aol.com

cell.3384292776